Questo sito non supporta Internet Explorer 6 e 7, aggiorna all'ultima versione oppure cambia browser
La storia della gara

Sono passati 37 anni da quel 24 Agosto 1975, quando uno sparuto gruppo di buona volontà diede vita alla prima edizione di “Attraverso le Mura”.

Per quindici anni è stata la gara podistica più importante della nostra Provincia, acquistando anno dopo anno uno spessore tecnico-sportivo rilevante, generando una manifestazione di grande partecipazione sociale.

Il 30 Luglio 2011, per merito di alcuni, più o meno giovani, che nei loro ricordi di ragazzi non avevano dimenticato quelle sere d’estate dove tutto il Rione e la Città di Massa si davano convegno nello Stradone, è tornata in vita “Attraverso le Mura”.

Un grazie di cuore a Bennati Roberto, Francini Sauro, Lucaccini Giancarlo e a Lunardini Ernesto che hanno voluto raccogliere quel testimone, lasciato cadere, e rigenerarlo.
Sono onorato dell’invito rivoltomi di scrivere queste righe, per essere stato uno degli ideatori e animatori della “nostra” festa.

Nel 1975 il bar era ancora un formidabile veicolo di aggregazione.
Come altre iniziative anche “Attraverso le Mura” è stata partorita fra i tavoli del “Bar Italo”.
Eravamo un gruppo che si conosceva e si frequentava quotidianamente, non fu difficile mettere in cantiere  un’idea e condividerla con Franco Vignali, Umberto Lunardini, Gisberto Evangelisti, Francesco Ceccarelli, Ennio Iacopini.
In poco tempo riuscimmo ad aggregare altri trenta amici che furono determinanti per la riuscita dell’impresa.

Sono convinto che dietro la nostra iniziativa, il motore propulsivo sia stato il rendersi conto del progressivo, oggi lo si può constatare, irreversibile decadimento di un Rione che era stato un vero fiore all’occhiello della nostra città.

La Stradone è il quartiere che si estende da fuori Porta Martana al Ponte del Canale, racchiuso fra il Castello Malaspina, a monte, e l’Ospedale Civile e il Monte di Pasta, a mare.
Fino agli anni settanta annoverava almeno otto attività che interessavano l’intero tessuto della città, senza contare sette negozi di alimentari, sette fra bar  e mescite di vino, tre barbieri, due macellerie, tre frutta e verdura, due sartorie, calzolaio, pasticceria, tabacchi, fornaio, merceria, elettrauto, giornalaio, carbonaio, sellaio, asilo nido, osteria, oltre a qualcos’altro che di sicuro mi sfugge.
Una delle poche cose che rimanevano era la festa del paese, due settimane dopo Pasqua, ma anche questa incominciava ad avere segni evidenti di disaffezione.
Da tutto ciò per arrivare alla creazione di “Attraverso le Mura” il passo è stato breve.

Non avemmo problemi di aspetto sportivo, la frequentazione e le amicizie che avevamo acquisito, fecero si che dall’origine il Prof. Giuseppe Borzoni, tecnico della Nazionale di Atletica leggera, ed il gruppo dei giudici di gara capitanati da Sergio Lapi e Adelmo Boni collaborassero.

Nel 1979 al nucleo fondativo si aggiunse Gianni Tabarrani, che negli anni che seguirono diede un grande contributo per la riuscita della nostra gara. Gianni è venuto a mancare pochi anni fa, precedentemente era accaduto con Umberto Lunardini e ancor prima con Gisberto Evangelisti. Per quanto hanno fatto e per quanto hanno voluto bene alla “nostra gara”, sarebbe bello, oltre che doveroso, istituire qualcosa che li ricordi nella manifestazione.

Una manifestazione da sempre intitolata al compaesano Mario Paolini, Medaglia d’Oro al valor militare, giovane partigiano, morto a Canevara nel 1944 in uno scontro a fuoco contro i nazi-fascisti.

Ai nuovi promotori mi preme ricordare che dopo i primi due anni, nel 1977 la gara non fu disputata.

Il gruppo fondatore si era artificiosamente allargato e qualcuno ipotizzava fantasiose strumentalizzazioni, mai recepite né pensate da alcuni fondatori.
Fu tradito lo spirito della manifestazione in un vortice di parole prive di contenuto e di costrutto cn il solo scopo di affossare quanto avevamo creato.

Nel 1978 con l’insostituibile Franco Vignali, Alfredo Iacopini, il futuro Onorevole Fabio Evangelisti, Renato Ghio supportati dal contributo di Umberto Lunardini, Gisberto Evangelisti, Francesco Ceccarelli ed Ennio Iacopini, riuscimmo, con buonsenso a ripartire, ottenendo un meritato successo: montepremi di riguardo, percorso sviluppato su due giri che permise grande affluenza di pubblico ed un vincitore di assolute valore, Roberto Volpi, campione in carica dei 3000 siepi.

Da lì fino all’ultima edizione del primo ciclo, abbiamo, orgogliosamente, avuto un successo sempre crescente, al quale mi compiaccio di aggiungere lo strepitoso risultato che la nuova e vitale conduzione ha ottenuto l’anno passato.

Sono certo che il 28 Luglio le cose andranno ancora meglio, la voglia che traspare dal Gruppo Dirigente è sintomo di sicura riuscita.
A volte in queste imprese possono esserci incomprensioni, difficoltà improvvise, amarezza che fanno vacillare ma il risultato finale le compensa ampiamente.

Un grande abbraccio, Viva Attraverso le Mura e Viva lo Stradone.

Rinaldo Mercanti – Luglio 2012

 

“Attraverso le Mura”

Ne lo Stradon a n’ene fatto ‘n cazzo.
     ‘n do baletti e ‘npò de discussion
     a tiron fora na surtita ch’al paré d’un pazzo:
     a Lujo ‘n mucchio de gente, più ch’ala prucission.

A l’er nata Attraerso le Mura.
     Embè, Rota, Gisbè e Machinon (1)
     i s’an quante al fù dura
     scanciare i soliti rompicojon.

I pensane che de pulitica al fusse n’operazion,
     doppo tant’anni, quagi tutti i l’an capita,
     col Sindico chi ven a la premiazion
     che per lo Stradon a l’è na botta de vita.

El segond’anno, queli duri e puri i la volene colorare:
     nisciuna corsa su e giù per lo Stradon,
     finta democrazia a battolare,
     cuscì, per fortuna, n’artra volta ‘n braccio a  Machinon.

Mo’ el Cunsijo i se sa scaugjiare,
     i poghi frabulan igj’en spariti,
     la matassa a se po’ sdopanare,
     i gnoranti igj’en sirviti.

La prima notta al vinse ‘n garfagnin, (2)
     quand’el premio igj’è arriato a un milion
     doppo la volta d’un viariggin (3)
     a pigjiarselo i fu Solon. (4)

Qui entelo Stradon,
     nisciun i se ferme a pisciare
     a n’è roba da coreggion,
     dove al baste arriare.

La festa a l’è quela per la via,
     da le tre s’el tempo i n’è nero
     tu t’embatte in una zia,
     a de siguro t’accjappe Lino de Pettero. (5)

Bianchi, rossi, gialli e Spadolini
     tutti engazzuriti,
     financo queli de Mussolini
     chi parene spariti.

A le sette a l’arrie Si del Muratoro (6) chigj’à già magnato
     dreto el so’ Frà tutto pirliccato.
     “a sian a posto” i dice Machinon
     per dare el via a la manifestazion.

Embè igj’a dato n’arguagjiata a la piazzetta,
     Rota i fa la guardia a ‘na vietta.
     El Citto (7), a la fin, el chaffer come comandato,
     Egno (8) i se vende el so’ gelato.
     Se qualcò i fa acqua, ai pense, ‘n de lo Stradon (9), chi stà ‘n Marina
     doppo la corsa dé la so’ bimbina.

“Tutt’a posto” i ridice Macchinon
     da solo ‘n pezzo de rion.
     Da do ore la pancia i se a lisciare
     qualchid’un i pense chi deve cagare,
     me a lo conosce a i son ligato
     igj’è solo emozionato.

Fra un discorso e na’ mozzata
     a la preso el via la nona edizion
     n’artra festa per Massa e lo Stradon.

 

Rinaldo Mercanti – Luglio 1983

 

Con particolare affetto a Franco Vignali, Presidentissimo, ma non so se eletto, ma grande cuore della manifestazione, a Lunardini Umberto, Tabarrani Gianni, Evangelisti Gisberto, Iacopini Ennio e Ceccarelli Francesco.

Note:
(1) – Lunardini Umberto, Ceccarelli Francesco, Evangelisti Gisberto, Vignali Franco
(2) – Bertoli Franco
(3) – Babici Silvano
(4) – Solone, campione Italiano 10.000 mt
(5) – Borzoni Lino, mitico tifoso della Massese
(6) – Vignali Silvio
(7) – Costa Gianluigi
(8) – Iacopini Ennio
(9) – Tabarrani Gianni

Scarica la poesia in PDF